Diario di viaggio – 1

Vola il tempo…
Un anno fa in questi giorni stavo pensando a come organizzare la “venuta in India”, ad ottenere il visto sul passaporto (sul quale sono addirittura riuscito a sbagliare la mia data di nascita), a cercare di capire cosa portare.
Sono passati 11 mesi e, solo il fatto di esserci tornato, parla da sé. Grazie a tutti!

Questa sera provo a fare il punto dopo 5 giorni trascorsi per la gran parte a Jareya ed alla sartoria e la prima cosa che mi viene in mente è una sensazione di soddisfazione.
Da una parte ho constatato che quanto fatto un anno fa non è andato perso (anzi…) e vedere come inventari, gestione delle presenze ecc non solo siano stati utilizzati ma addirittura trattati con grande rispetto mi lascia una sensazione di orgoglio.
Abbiamo così continuato con attività di tipo organizzativo sulla scia di quanto impostato allora e sono confidente che, almeno dal punto di vista gestionale, si stiano facendo significativi passi avanti per arrivare ad una gestione se non efficiente, almeno efficace.
Insomma, direi che siamo sulla strada giusta.

Un discorso a parte lo merita il tema dell’organizzazione verso l’Italia e del tentativo di darsi un modus operandi più “maturo”. Abbiamo abbozzato una specie di questionario, senza troppe pretese, per carità e l’analisi dei nostri commenti e delle risposte ricevute lascia spazio a mille riflessioni. Dobbiamo raggiungere l’autosufficienza economica (lodevole) ed allora ecco che si va a sbattere il naso con problematiche molto distanti da questo mondo, quelle legate al business ed ai suoi modelli operativi, alle vendite, alla gestione dei costi; insomma ci si va ad infognare nelle problematiche occidentali.
Accidenti, mi ero promesso di provare a liberarmi per quanto possibile dai miei modelli preconcetti ed ecco che il dibattito tra di noi mi ci fa cascare in pieno dentro! Forse la reale soluzione ai problemi sta nel trovare un qualche compromesso che ci consenta di arrivare sul mercato e dall’altra parte a fare business in un contesto di solidarietà che va ben oltre i semplici aspetti economici.

Altre punti d attenzione: lavori i n  corso per il nuovo noviziato e cantieri vari “entro le mura”. In un anno i passi avanti sono davvero notevoli. Grossa soddisfazione aver provato a progettare il tetto dell’ingresso principale, speriamo solo che la proposta venga accolta con favore, di non aver dimenticato nulla per la carpenteria e soprattutto che una volta fatto, regga! Al momento la sensazione è di essere stato, almeno per una volta utile, ed è davvero gran cosa.
Tutta Jareya  evidenzia spirito di gruppo ed abnegazione nell’andare avanti; i ragazzi sono maturati nel corso di quest’anno e forse si stanno mettendo le fondamenta per arrivare finalmente ad avere qui un punto di riferimento credibile.

Dubbi e perplessità ? Qualcuno resta, specie sul fatto che gli sforzi fatti dall’Italia vengano utilizzati al meglio, ma vitalità ed entusiasmo devono avere il sopravvento a tutti i costi.

E poi dare continuità nel tempo a quanto fatto finora resta per tutti la sfida finale.
In bocca la lupo, ce la faremo, ci dobbiamo riuscire, per noi e per loro.

Un caro saluto a tutti
Claudio

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